Tutto uno splendore e una ricchezza: la committenza artistica degli ultimi Borbone di Parma

Tutto uno splendore e una ricchezza: la committenza artistica degli ultimi Borbone di Parma

Sabato 14 novembre 2026, ore 17.00
Reggia di Colorno, Sala del Trono · Conversazione con la storica dell’arte Beatrice De Francesco, introduzione di Stefano Gelati, con la partecipazione di Giovanni Godi · Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili

Categoria: Tag:

«Tutto uno splendore e una ricchezza»: alla Reggia di Colorno la committenza artistica degli ultimi Borbone di Parma

Sabato 14 novembre 2026, ore 17.00 · Reggia di Colorno, Sala del Trono
Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili

Che cosa resta dello splendore della corte di Parma negli anni che precedettero l’Unità? A questa domanda prova a rispondere l’incontro in programma sabato 14 novembre alle ore 17.00 nella Sala del Trono della Reggia di Colorno, dove la storica dell’arte Beatrice De Francesco terrà una conversazione dal titolo «Tutto uno splendore e una ricchezza: la committenza artistica degli ultimi Borbone di Parma attraverso le fonti d’archivio (1849-1859)». Ad aprire il pomeriggio sarà l’introduzione storica di Stefano Gelati, studioso di storia locale, con la partecipazione dello storico dell’arte Giovanni Godi.

Per la Reggia non si tratta di un tema qualsiasi. Colorno fu una delle residenze legate alla presenza della duchessa Luisa Maria di Borbone e, soprattutto, fu tra i luoghi che più soffrirono delle spoliazioni sabaude seguite alla fine del ducato, quando arredi, dipinti e oggetti d’arte presero la strada di altre dimore. Eppure qualcosa di quella stagione è rimasto: oggi, nel piano nobile, i visitatori possono ancora vedere alcune opere che si devono proprio ai secondi Borbone. Ripercorrerne la storia nel luogo che le custodisce è il senso dell’appuntamento.

Il racconto parte da un decennio difficile per gli artisti parmigiani, segnato dalla povertà e dalla mancanza di lavoro, dai rapporti non sempre facili con l’Accademia di Belle Arti e dalla nascita della Società di Incoraggiamento. In questo scenario si muove Carlo III, sovrano dal profilo politico controverso, dipinto come “comunista” e osteggiato dagli ambienti filosabaudi. Più che commissionare nuovi quadri, il duca preferì acquistare dipinti già realizzati: una scelta che diede ossigeno ai giovani artisti e favorì la diffusione della pittura di genere, dalle vedute di Fanti alle tele di Scherer e Affanni, fino al sostegno alla pittrice Teresa Tebaldi. Accanto a questo, i ritratti di piccolo formato di artisti austriaci, i busti marmorei di Consani e il gruppo scultoreo con i figli Roberto e Margherita destinato alla regina Vittoria, mentre restano rare le opere a soggetto religioso. Non mancheranno curiosità come il balcone e il poggiolo fatti costruire al Palazzo della Riserva per osservare dall’alto le truppe del vicino Corpo di guardia, o gli arredi d’antiquariato acquistati da Gazola, fino al tragico epilogo dell’assassinio del duca, il 26 marzo 1854.

Alla morte di Carlo III la scena passa a Luisa Maria, figura di grande interesse anche sul piano artistico: le fonti la ricordano come pittrice di talento, e alla sua corte lavorò Luigi Rossi in qualità di pittore di Camera, incarico raro nell’Italia del tempo. La vicenda di Teresa Tebaldi, espulsa dall’Accademia, offrirà lo spunto per riflettere sulla condizione delle donne nel mondo artistico del ducato. Tra le commissioni della sovrana figurano due paesaggi marini affidati a Fanti, il ritratto di Giulio Carlini oggi alla Galleria Nazionale e il monumento funebre a Carlo III realizzato da Consani a Viareggio. A chiudere idealmente la stagione borbonica saranno i bozzetti di Carmignani per il Carnevale del 1859, conservati al Museo Glauco Lombardi: un’immagine festosa, quasi paradossale, degli ultimi mesi di vita del ducato.

In chiusura, uno sguardo alla dispersione di opere e arredi ducali e una riflessione sull’eredità lasciata dagli ultimi Borbone, una storia che proprio le carte d’archivio permettono oggi di ricomporre.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Visita la Reggia

Il Piano Nobile, l’Appartamento del Duca e la Cappella di San Liborio, a pochi passi dal Giardino Storico.